The castle of Piovera

The artist: Niccolò Calvi of Bergolo


Una passione coltivata tra Arte e Natura
Niccolò Calvi di Bergolo
Niccolò Calvi di Bergolo
Niccolò Calvi di Bergolo
Niccolò Calvi di Bergolo

Niccolò Calvi di Bergolo arriva a Piovera da Milano nel 1967. I primi anni gli sono serviti per prendere coscienza e misure di una realtà prima soltanto immaginata e poi affrontata in tutta la sua inderogabile concretezza.

E' l'inizio di una straordinaria vicenda, per dare una possibilità di convivenza alle grandi passioni della sua vita: la natura, la terra, l'agricoltura, l'arte grafica e la scultura.

Per Niccolò Calvi si configurano i contorni di un ruolo personale che entra in sintonia con il luogo, la gente, la cultura, le regole; il dividersi tra la necessità materiale di far funzionare un'azienda agricola moderna e il tempo da dedicare quotidianamente alla creatività artistica.

Il castello e gli spazi intorno esercitano su di lui fin dall'inizio un fascino e un'attrazione irresistibili. Li pensa come i suggestivi contenitori di quanto la sua inesauribile creatività produce e le sue mani sono capaci di realizzare.

Migliaia e migliaia di disegni, centinaia di progetti di strutture architettoniche in carta e legno, decine di sculture in marmo, acciaio, ferro, il risultato di oltre quarant'anni di ricerca e di lavoro.

E' il suo patrimonio intellettuale che egli offre con la semplicità di un autentico artista, a chiunque venga a visitare il castello.

La Geometria è intesa da Niccolò Calvi come il principio fondamentale della vita e dell'universo, su cui prende corpo la sua creatività. Le forme essenziali quadrato, cerchio e triangolo, sono le basi di partenza sulle quali si lavora e sulle quali prendono forma infinite combinazioni geometriche complesse. Il quadrato rappresenta il primo segno della presenza dell’uomo sulla terra, il cerchio il primo bisogno di sopravvivenza, il triangolo il primo sguardo verso il cielo.

All'interno del vecchio fienile del castello e nella scuderia medioevale, dove sono esposti molti dei suoi lavori, Niccolò Calvi conduce personalmente il laboratorio d'arte ; bambini e adulti si trovano di fronte a un’esperienza inaspettata, quasi un percorso spirituale. Egli pone al centro la creatività individuale, liberatoria, e mira a stimolare l'inventiva e la personalità di ciascuno proponendo modelli guida racchiusi in oltre 200 volumi che rappresentano la sua immensa produzione grafica.
Ogni disegno rappresenta un verbo all'infinito (essere, avere vivere, morire...) abbinato ai numeri dall’uno al sei. Le linee sono infiniti punti, lo spirito delle forme per le forme dello spirito.
Le forme singole rappresentano il numero 1 cioè l'individuo. Le forme abbinate rappresentano il numero 2 cioè la coppia; il numero 3 è il triangolo, cioè il crescere; il numero 4 è il quadrato, cioè il costruire; il numero 5 è il generare; il numero 6 il divenire.

Lo scopo del percorso non è la vendita di oggetti d'arte ma il dar vita e anima a spazi storici e spazi agricoli.

A distanza di tanti anni Niccolò Calvi afferma di essere ancora felice della sua scelta giovanile.

 

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